ESTRATTO DA: CONCILIUM SANITATIS PERIODICO TRIMESTRALE
(Iscr. Trib. Roma 535/85) Anno VI - n. 4-5-6 1990

STERILIZZAZIONE DI STRUMENTI PER USO MEDICO

 

I risultati dell'indagine di tossicità dell'ossido di etilene, somministrato all'organismo per vie diverse dall'inalazione (sottocutanea, intramu-scolare, intraperidoneale, intravenosa,), hanno dimostrato che la sostanza causa una intossicazione caratterizzata dall'effetto politropico su molti sistemi ed organi di importanza vitale. In molte delle indicazioni sottostudio i cambiamenti mostrano un carattere ciclico e la dipendenza dal tempo di effetto della dose.
Sia nell'effetto cronico che in quello acuto, l'indebolimento dello stato del sistema nervoso, del fegato, del rene, del sangue, dei riflessi dell'organismo sono in primo piano.
In confronto alla somministrazione sottocutanea, le vie intravenose e intraperitoneali sono più dannose.
La tossicometria dell'ossido di etilene può essere usata come base per calcolae i livelli-guardia delle quantità residue del composto negli articoli per uso medico.
La lenta rimozione dell'ossido di etilene degli articoli sterilizzati costituisce un pericolo reale di dosi tossiche della sostanza menzionata che entrano nell'organismo in caso di uno sgrassamento inadeguato.
Fino a poco tempo fa l'ossido di etilene era valutato dal punto di vista tossicologico, soprattutto rispetto al suo effetto cutaneo e per inalazione.
Le elaborazioni sperimentali, riguardanti la tossicità dell'ossido di etilene somministrato all'organismo per vie diverse dall'inalazione, sono estrema-mente limitate.
Comunque è stato studiato il carattere dell'effetto tossico generale del composto, e sono stati determinati i parametri base della tossicometria nelle vie non inalari della somministrazione all'organismo.
Gli esperimenti, per determinare la soglia dell'effetto acuto e cronico dell'ossido di etilene sono stati rilevati sul topo albino maschio.
Tutti i risultati sono stati statisticamente analizzati, usando i criteri dell'effetto nocivo valido nella tossicologia di profilassi.


RISULTATI
Tossicità acuta

Al livello letale, l'ossido di etilene è stato valutato come composto a bassa tossicità.
Nessuna sostanziale differenza è stata trovata nella sensibilità specie-dipendente degli animali all'ossido di etilene.
Le differenze dipendono invece dalla vie di somministrazione all'organismo.
La figura clinica dell'avvelenamento acuto, che accompagna tutte le vie di somministrazione sottostudio, è stato visto essere caratterizzato dallo sviluppo di: adinamia, paresi delle estremità e aumento della depressione.
Il tempo di morte degli animali è dipeso dalla dose di veleno e dalle vie di somministrazione.
Dopo una singola somministrazione di ossido di etilene, usando una delle vie sottostudio l'effetto del composto si è manifestato in cambiamenti:

1) dello stato funzionale del sistema nervoso;

2) della composizione morfologica del sangue periferico;

3) della reattività dell'organismo.

La somministrazione sottocutanea dell'ossido di etilene ha rivelato la dipendenza dose-effetto con un carattere fasico: la dose maggiore dell'ossido di etilene ha causato eccitamento del sistema nervoso, la dose minore ne ha invece causato l'inibizione.
La somministrazione intraperitoneale dell'ossido di etilene in grandi dosi è accompagnata da inibizione del sistema nervoso.
Tale inibizione è stata trovata anche dopo somministrazione per via intravenosa.
La somministrazione per via cutanea è accompagnata soltanto da cambiamenti nella concentrazione di emoglobina, mentre la quantità dei leucociti e degli eritrociti non varia.
L'introduzione dell'ossido di etilene per via intraperitoneale determina una caduta della quantità di emoglobina, di eritrociti, di leucociti, rispetto ai valori di controllo.
La quantità di istamina può aumentare.
Il rischio di intossicazione acuta con ossido di etilene non alto in nessuna delle vie di somministrazione.


TOSSICITÀ CRONICA

Nessuna espressa proprietà cumulativa è stata stabilita studiando quantità letale.
Daltronde, l'aaccumulo funzionale, espresso nei cambiamenti riguardanti i sistemi e gli organi più importanti, è stato stabilito dopo una somministrazione cronica sottocutanea e intraperitoneale di ossido di etilene.
Dopo una settimana dalla introduzione intraperitoneale è stato osservato un aumento del numero dei leucociti.
In ogni caso, l'oscillazione del contenuto di emoglobina nel sangue ha mostrato un netto carattere fisico e una dipendenza dall'effetto temporale della dose.
I cambiamenti nel sistema nervoso hanno mostrato anch'essi un carattere fasico, con predominanza di processi inibitivi.
All'esame istologico si rivelano cambiamenti distrofici e circolatori del fegato e dei reni soltanto dopo la somministrazione sottocutanea di alte dosi di ossido di etilene.
Dopo somministrazione peritoneale, sono stati inoltre osservati segni di peritonite, soprattutto sotto forma di periepatiti.
Tenendo come riferimento un più severo indebolimento delle funzioni principali dell'organismo seguono la somministra-zione intraperitoneale, quest'ultima via può essere ritenuta la più pericolosa.
Il livello di manifestazione dell'effetto allergico è simile a quello della tossicità generale della quale si è potuto osservare i carattere fasico di sviluppo.
Fermo restando la natura politropica dell'effetto dell'ossido di etilene, è necessario far uso, limitando gli indici per la regolamentazione delle quantità residue del composto negli strumenti per uso medico, di un complesso di tests che riflettono l'effetto patogenetico di ossido di etilene sui sistemi e sugli organi vitali, come pure la valutazione di effetti più lontani


CONCLUSIONI

1) Nelle vie di somministrazione parenterali dell'ossido di etilene, questo composto causa una intossicazione caratterizzata da una forma politropica di questo effetto su molti sistemi ed organi vitali.

2) I parametri tossicometrici e le classi a rischio di ossido di etilene relativamente proporzionate all'effetto tossico generale, dimostrano che, dopo un singolo ingresso per via inalare, l'ossido di etilene si manifesta quale sostanza ad alto rischio.

3) A livelli tossici-efficaci, i cambia-menti di molti indici mostrano un carattere fisico e una dipendenza dal tempo di effetto della dose. A livelli soglia di effetto acuto e cronico, le affezioni del sistema nervoso, del fegato, dei reni, del sangue predominano, e in principio, possono servire da indici di limitazioni.

4) In confronto alla via sottocutanea, le vie intraperitoneali e intravenose sono più nocive. Questo è dimostrato dalle differenze di pericolosità dell'intossicazione delle velocità del relativo sviluppo della estensione del trauma per sistemi ed organi, dai differenti valori dei livelli di soglia.

5) Le dosi di ossido di etilene, stabilite quale soglia, saranno prese quali basi per il calcolo: della concen-trazione massima ammissibile e dell'impiego di sostanze per i livelli guardia, delle quantità residue di ossido di etilene negli strumenti per uso medico.


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